SEZIONI UNITE: nell'opposizione a decreto ingiuntivo e' l'opposto che deve promuovere la mediazione, a pena di improcedibilita' dell'azione e di revoca del decreto ingiuntivo!!!!

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Con sentenza n. 19596 del 18.09.2020 la Suprema Corte, a Sezioni Unite, dopo accese diatribe tra le diverse sezioni civili, fissa il principio di diritto secondo il quale nelle materie soggette a mediazione obbligatoria, i cui giudizi vengano introdotti con decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato co. 1 bis, conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo.

Letto 2848 dal 18/09/2020



sezioni-unite-nell-opposizione-a-decreto-ingiuntivo-e-l-opposto-che-deve-promuovere-la-mediazione-a-pena-di-improcedibilita-dell-azione-e-di-revoca.jpg La Suprema Corte, a Sezioni Unite, ha stabilito che nelle materie soggette a mediazione obbligatoria, i cui giudizi vengano introdotti con decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato co. 1 bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo.
Tale pronuncia giunge dopo una diatriba tra le sezioni civili della Corte di Cassazione.
Le Sezioni Unite iniziano il ragionamento partendo dalla normativa in vigore ed, in particolare, dall’art. 5, co. 1-bis, del D. Lgs. 28/2010 che statuisce che “Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall'avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale……" e dall’art. 5 co. 4 del D. Lgs. 28/2010 il quale prevede che “I commi 1-bis e 2 non si applicano: a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione; b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile; c) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile; d) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all'articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile”; e) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata; f) nei procedimenti in camera di consiglio; g) nell'azione civile esercitata nel processo penale".
Dal dato normativo e testuale, le Sezioni Unite si schierano apertamente contro la pronuncia della terza sezione civile n. 24629/2015 (la quale, nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, onerava parte opponente ad esperire il tentativo obbligatorio di mediazione), rilevando che l’onere di attivarsi per promuovere la mediazione debba essere posta a carico del creditore in senso sostanziale che è l’opposto, anche perché instaurata l’opposizione e statuito sulla provvisoria esecuzione, le parti riprendono ciascuna la propria posizione, per cui sarà il creditore a dover assumere l’iniziativa di promuovere la mediazione.
Inoltre, se si ponesse l’onere di promuovere la mediazione a carico dell’opponente e questi non vi provvede, ne conseguirebbe che alla pronuncia di improcedibilità farà seguito l’irrevocabilità del decreto ingiuntivo e, quindi, una definitività del risultato, mentre se l’onere incombe sull’opposto la sua inerzia comporterà l’improcedibilità e conseguentemente la revoca del decreto ingiuntivo, il quale potrà essere riproposto.
Infine, le Sezioni Unite sottolineano che, dovendo scegliere tra due contrapposte interpretazioni, prediligono quella che appare in maggiore armonia con il dettato costituzionale, scartando anche l’ipotesi di porre l’onere di attivare la procedura di mediazione a carico dell’opponente ovvero dell’opposto a seconda che sia o meno concessa la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo poiché sarebbe ambigua ed in contrasto con il principio di chiarezza ed univocità del sistema.
Di talche, concludono enunciando il principio di diritto secondo il quale è a carico della parte opposta l’onere di promuovere la procedura di mediazione nelle materie in cui è obbligatoria, una volta istaurato il giudizio di opposizione e pronunciatosi il Giudice sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione, con la conseguenza che la mancata attivazione della procedura di mediazione comporterà l’improcedibilità dell’azione e la revoca del decreto ingiuntivo, cosicché il creditore opposto dovrà ricominciare tutto daccapo.