Mediazione 2015, efficacia e numero di accordi.

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Una breve parentesi sul numero degli accordi e sulle prospettive di crescita della mediazione.

Letto 1349 dal 17/03/2016



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A cura di Mario Antonio Stoppa.

Le statistiche recentemente diffuse dal Ministero della Giustizia sulla mediazione civile nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015, evidenziano luci ed ombre.
Le ombre sono tutte su uno dei principali fattori con cui si valuta l’efficacia della mediazione, ovvero la percentuale di raggiungimento degli accordi.
Un fattore che per il 2015 si attendeva in aumento considerata l’enorme diffusione che la mediazione ha avuto negli ultimi tempi e che invece rapportato al 2014 fa segnare una leggera flessione.
 
                                                                 Anno 2014                    Anno 2015
 
% di accordi raggiunti                                     24,4                            23
quando l’aderente compare
 
% di accordi raggiunti quando                          47                             43,5
le parti vanno oltre il primo
incontro
 
 
Dai dati elaborati appare chiaro che i migliori risultati si conseguono quando le parti entrano in mediazione e vanno oltre il primo incontro informativo.
Difatti, va ricordato che una maggiore incidenza nel raggiungere un accordo la si ottiene quando i litiganti impegnano effettivamente una parte del loro tempo e dei loro interessi economici: partecipare ad uno o più incontri come anche impegnarsi a sopportare economicamente una parte o tutto l’onorario del mediatore, aumenta il grado di consapevolezza e serietà nell’approccio alla gestione della propria lite.
 
Ma c’è anche un ulteriore fattore (esterno) che incide sulla probabilità di giungere ad un accordo e favorisce un maggior impegno delle parti.
Trattasi dell’opera dissuasiva della giurisprudenza di merito che con i suoi provvedimenti costanti ed uniformi, segnala da tempo che in un contesto nel quale ancora poco radicata è la cultura della mediazione, questa può conseguire ottimi risultati solo se percorsa effettivamente, ovvero se le parti superano il primo incontro informativo e sanzionando gli atteggiamenti disinteressati delle parti.
Non è un caso che proprio nel 2015 i provvedimenti di mediazione delegata sono più che raddoppiati rispetto al 2014.
 
                                                             Anno 2014                            Anno 2015
 
% di mediazioni delegate                          5,6                                       9,7
sul totale delle mediazioni                  (pari a circa 7699                  (pari a circa18.062         avviate                                                procedimenti                  procedimenti)                                                                                                                                                                                                     
 
 
Sono le “luci” del 2015, un anno nel quale una buona parte della giurisprudenza ha deciso di puntare sulla mediazione quale sistema alternativo (al processo) nella risoluzione delle liti e i cui effetti (indiretti) deflattivi sono evidenti, ma non bastano.
Ma di quanto può migliorare ancora la mediazione?
Di certo occorre adesso puntare uno sguardo anche sui limiti manifestati da una parte degli operatori del diritto che rifiutano aprioristicamente di avvalersi della mediazione.
Sarebbe il caso di spingere verso una maggiore responsabilizzazione del ruolo dell’avvocato che abituato all’esperienza processuale poco crede nella sua capacità di poter incidere positivamente nella mediazione, di essere parte propositiva insieme al cliente e alla controparte nella soluzione della lite, ritagliata su esigenze e aspettative concrete piuttosto che affidata alla valutazione (spesso inattesa) di un giudice.
In questa fase un incentivo ulteriore a percorrere effettivamente la mediazione può essere quello di un maggiore ricorso all’utilizzo della consulenza tecnica dinanzi all’Organismo, trattandosi di anticipare temporalmente il risultato di un elaborato peritale in una fase antecedente a quella processuale, a risparmio di costi e di tempo e ben sapendo che potrà comunque essere utilizzato nel processo.
Si tratta, poi, ad ogni buon conto, anche di prendere contezza dell’esistenza di strumenti alternativi che, date le circostanze contingenti della giustizia, offrono maggiore celerità ed economicità nella ricerca della soluzione, fattori affatto secondari quando parliamo di grado di soddisfazione del cliente.