Pubblicato il rapporto EU Justice Scoreboard 2021

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Bocciata l'Italia per la lentezza della giustizia

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Il EU Justice Scoreboard dell’Unione europea ogni anno pubblica un rapporto sugli indicatori di efficienza, qualità e indipendenza dei sistemi giudiziari fornendo dati oggettivi, affidabili e comparabili. Tali valutazioni sono importanti in quanto sistemi giudiziari efficaci sono essenziali per l'attuazione del diritto dell'UE, per il rispetto dello Stato di diritto e dei valori su cui si fonda l'Unione, rafforzano la fiducia reciproca e contribuiscono a creare un ambiente favorevole ai cittadini, alle imprese e agli investimenti.
Nel rapporto pubblicato l’8 luglio 2021 si evince che in Italia occorrono circa 38 mesi (3 anni in media) per giungere ad una sentenza definitiva nel civile, 531 giorni per una sentenza di primo grado e 791 per una sentenza di corte d’appello. I dati, relativi al 2019, vedono l’Italia purtroppo all’ultimo posto nell’ambito degli Stati membri dell’UE. I procedimenti civili pendenti sono 3,7 ogni 100 abitanti, con un miglioramento rispetto agli anni precedenti.
“Abbiamo visto dei segni positivi dal 2019, commenta Didier Reynders, Commissario europeo alla giustizia. La riduzione degli arretrati nelle cause civili e commerciali è un elemento positivo. Tuttavia, malgrado questi miglioramenti, le cause civili e commerciali restano molto lunghe. C’è un miglioramento, ma i tempi sono ancora molto lunghi, in confronto con la media Ue. I tempi medi per chiudere una causa diminuiscono in secondo e terzo grado, ma salgono leggermente in primo grado. È un quadro misto, ma il tempo atteso per le cause amministrative rimane sopra la media”. Reynders ha inoltre commentato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e apprezzato l’impegno a ridurre il tempo necessario a concludere le cause del 40% per i procedimenti civili e del 25% per quelli penali. Ciò dovrebbe avere un impatto positivo sull’economia e potrebbe attrarre investimenti stranieri.
Il numero dei giudici resta uno dei più bassi nell’Ue (12 magistrati ogni 100mila abitanti, in Germania sono il doppio) mentre alto è il numero degli avvocati: 400 ogni centomila abitanti.
Un altro punto dolente nel rapporto sulla Giustizia di Bruxelles: l’Italia risulta quintultima nell’Ue per indipendenza di tribunali e giudici nella percezione pubblica, in base a un sondaggio di Eurobarometro. Per l’Italia, la motivazione principale della percezione sono “interferenze o pressioni del governo e della politica”. A questo proposito Reynders consiglia d’intervenire con una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, che “si attenga agli standard europei del Consiglio d’Europa e lavori con la Commissione Venezia”.
Una nota positiva è che la pandemia ha “accelerato il processo di digitalizzazione nei tribunali”, nel senso che è stato introdotto lo smart working e la possibilità di accedere online alle informazioni. Su questo, l’Italia è addirittura al primo posto in classifica tra i paesi Ue. Buona anche la posizione dell’Italia nella classifica sull’accesso online alle sentenze.
 
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Il Rapporto è disponibile in inglese sul sito:
https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/eu_justice_scoreboard_2021.pdf









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