IL NUOVO DDL SULLA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA

Rss feed Invia ad un amico
Dott. Diego Buonocore

I principali contenuti del nuovo ddl in discussione sulla diffamazione a mezzo stampa e i suoi possibili effetti sul procedimento di mediazione

A cura del Mediatore Dott. Diego Buonocore da Verona.
Letto 3102 dal 22/10/2012

 

 Il ddl sulla diffamazione a mezzo stampa in discussione alla Commissione Giustizia del Senato dovrebbe approdare nei prossimi giorni in aula.

“Dovrebbe”, perchè accesa è la discussione su alcuni punti qualificanti della riforma. Secondo anticipazioni il ddl non riguarderà la responsabilità dei blogger, prevederà un più preciso obbligo di rettifica, e infine toglierà la sanzione detentiva per i giornalisti riconosciuti colpevoli di “diffamazione a mezzo stampa con attribuzione di fatto determinato” (la riforma è partita dopo le polemiche suscitate dal “caso Sallusti”, il direttore di Libero condannato a pena detentiva per omesso controllo), e prevederà più pesanti sanzioni pecuniarie, addossandone l’onere all’editore.

Bisogna vedere come verrà concepita questa responsabilità: colpa o omesso controllo.

Molto importante sarà verificare il “quantum” del risarcimento economico: non è facile, considerata la varietà dei casi di diffamazione che possono verificarsi, stabilire dei criteri rigidi, e occorrerà in gran parte affidarsi all’apprezzamento del giudice.

Ma la “forbice” di minimo e massimo potrà avere effetti sui comportamenti degli editori che, rischiando del proprio, vorranno intervenire in maniera più incisiva nella produzione delle notizie.

Si discute anche della possibilità di eliminare, dai contratti con giornalisti e free lance, possibili clausole di manleva, cioè di esonero da responsabilitl economica trasferita, contrattualmente, solo in capo all’editore.

Dal punto di vista dell’impresa editoriale è evidente che richieste di risarcimento avranno un effetto diverso a seconda si tratti di un piccolo editore o di un grande gruppo, con effetti diversi sui bilanci di quelle imprese. Le “piccole” potrebbero farsi più prudenti, perdendo una parte della loro forza e libertà, mentre i grandi gruppi potrebbero ancora “contare” quanto vale un falso scoop e quanto un eventuale risarcimento.

Dovrebbe sparire anche la previsione dell’art. 17 della legge sulla stampa (n.47/1948), la “pena privata” unica nell’ordinamento processuale italiano, della sanzione pecuniaria a favore della vittima della diffamazione commessa con la stampa.

Dal punto di vista processuale, perdendo il suo carattere “penalistico”, molte vertenze di diffamazione verrebbero trasferite da subito sul piano civilistico e, prima ancora, in sede di mediazione.

Il mediatore avrà spazi maggiori per cercare, con le parti, un accordo che le soddisfi, a seconda di quali saranno i parametri e i limiti dell’obbligo di rettifica e la “forbice” prevista per i risarcimenti. 

In mediazione, infine, approderanno tutti i casi diversi dalla diffamazione a mezzo stampa, e cioè quelli commessi “con altro mezzo di pubblicità”, per cui si farà ricorso  in sede civile. Che saranno la maggior parte, visto che in sede penale saranno previste solo sanzioni non detentive (la multa). 

 

aa aa
Chi è l'autore
Dott. Diego Buonocore Mediatore Dott. Diego Buonocore
Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna, con tesi in diritto dell’informazione. Dopo la laurea, contemporaneamente alla pratica in studio legale, ho iniziato l’attività giornalistica. Giornalista professionista dal 1996, ho lavorato per la televisione e per la stampa, realizzando inchieste, reportage e documentari. Sono specializzato in giornalismo economico, e collaboro con importanti testate nazionali, istituti di ricerca, aziende.
Ho avuto esperienze di direzione aziendale, s...
continua





Per noi la tutela della privacy è una cosa seria: I dati immessi non vengono usati per scopi pubblicitari, in ottemperanza al D.lgs.196/2003

I campi contrassegnato con (*) sono obbligatori

Invia