La divisione nella mediazione: aspetti pratico-giuridici e funzioni “terapeutiche”

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Avv. Davide Bozzoli

La mediazione nella materia di divisione non solo può risolvere una questione di diritto ma può anche aiutare le parti a superare problemi interpersonali.

A cura del Mediatore Avv. Davide Bozzoli da Bologna.
Letto 432 dal 24/06/2024


Anche dopo la riforma Cartabia, la divisione rimane una delle materie per le quali è obbligatorio esperire il tentativo di mediazione prima di intraprendere un giudizio davanti al Tribunale. 

L’oggetto della divisione
Le controversie in materia di divisione solitamente traggono origine da situazioni riconducibili ad accadimenti della vita di ciascun individuo come il matrimonio dal quale può originarsi una comunione legale di beni, la successione ereditaria a seguito della quale più eredi succedono nella titolarità dei diritti del defunto oppure l’acquisto di un bene da parte di due o più persone dal quale sorge una comproprietà.
L’oggetto è rappresentato da una comunione che può riguardare sia beni mobili che beni immobili, aventi un valore economico e/o affettivo rilevante per le parti. 
Spesso quando si parla di divisione la mente umana è portata a considerare la divisione di un bene nella sua materialità e nel suo valore prettamente economico; al contrario, in mediazione si scopre come nell’ambito dei rapporti tra coniugi o tra eredi o tra semplici comproprietari, il valore del bene acquisisca anche una rilevante componente sentimentale da tenere in debita considerazione in quanto a volte il suo valore affettivo “supera” di molto il valore venale del bene stesso. 

I soggetti coinvolti
I soggetti coinvolti sono essenzialmente i comproprietari/comunisti i quali rappresentano ciascuno un centro d’interesse considerato, da un punto di vista giuridico e astratto, come una singola parte che può vantare interessi e diritti in conflitto con gli altri. 
Per considerare assolta la condizione di procedibilità devono essere coinvolti tutti i comproprietari in quanto sussiste un liticonsorzio necessario.
Però vi possono essere anche situazioni divisionali che possono riguardare solo alcuni soggetti comproprietari e non tutti: è il caso ad esempio nel quale solo alcune parti vogliano procedere alla divisione rispetto ad altri comproprietari il cui diritto trae origine da contratti o titoli diversi: infatti i beni oggetto di comunione possono pervenire ai condividenti anche da titoli diversi, ciascuno dei quali dà luogo a diverse comunioni che dovranno essere considerate come entità patrimoniali a sé stanti (si pensi ad un comproprietà dove una quota cade in successione e viene attribuita a due eredi). Pertanto, nel caso di divisione giudiziale potrà essere assegnata la quota indivisa di un bene, senza che sia necessario chiamare in giudizio il terzo comproprietario. Solo nel caso in cui si chieda anche lo scioglimento della diversa comunione gravante sul medesimo bene, dovrà integrarsi il contraddittorio con il terzo comproprietario, sia nella fase di mediazione che nella successiva eventuale fase divisionale (Cass. Civ. n. 27377/2021).
I soggetti interessati solitamente hanno legami affettivi stretti derivanti spesso da rapporti di parentela; in mediazione si scoprono situazioni personali complesse che emergono da una sorta di analisi introspettiva che le parti fanno delle cause del loro problema, andando così ad esternare i loro sentimenti, positivi o negativi che essi siano, molto spesso repressi da tempo.  

Lo scopo della mediazione
Lo scopo della mediazione nell’ambito della divisione è appunto lo scioglimento della comunione e l’attribuzione a ciascun soggetto della propria quota di diritti. Dopo la divisione non ci sono più legami di diritto ma possono rimanere legami parentali e affettivi. Non sempre la divisione è sinonimo di allontanamento ma, al contrario, a volte consente alle parti di spiegarsi e di riavvicinarsi.
È interessante osservare come la mediazione intrapresa da un soggetto chiamato all’eredità integri gli estremi di un’accettazione di eredità in forma tacita in quanto espressione di un atto che esprime la volontà di accettare l’eredita e presuppone necessariamente la qualità di erede (cfr. Cass. Civ. n. 1585/1987; Cass. Civ. n. 19833/2019; Cass. Civ. n. 10655 / 2022). 
 
Gli effetti della mediazione 
La mediazione giunge al medesimo risultato di un giudizio ma con alcuni importanti vantaggi: a volte infatti può consentire anche la soluzione di problemi collegati o connessi alla questione della mera divisione come ad esempio il mantenimento di un figlio o la definizione di un contratto di locazione; si consideri poi la partecipazione dei soggetti coinvolti, una partecipazione effettiva con la quale gli stessi possono esprimere il loro punto di vista, le loro emozioni e le loro richieste; si può giungere ad una soluzione condivisa elaborata dalle parti e dai loro tecnici con un notevolerisparmio di tempo; non da ultimo, l’accordo in quanto ha valore di titolo esecutivo (come una sentenza), potrà essere trascritto nei pubblici registri (mobiliari o immobiliari), in modo da consentire la formalizzazione dello scioglimento della comunione ed il passaggio di proprietà dei beni ai soggetti assegnatari con un risparmio economico importante grazie alle agevolazioni fiscali previste per gli accordi di valore sino ad € 100.000,00.

Considerazioni conclusive
La mediazione, nelle più ampie forme, permea l’esistenza dell’uomo nella sua vita quotidiana, e non deve essere vista nella sua apparenza, ossia quale mera condizione di procedibilità, ma nella sua essenza, ossia nell’essere la soluzione a problemi non solo giuridici ma anche interpersonali; per questo, forse non è azzardato, parlare anche di una funzione “terapeutica” della mediazione che si affianca a quella meramente giuridica.

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Chi è l'autore
Avv. Davide Bozzoli Mediatore Avv. Davide Bozzoli
Sono un avvocato e mi occupo di mediazione sin dal 2010. Nel corso della mia esperienza ho avuto modo di affrontare questioni in materia di diritti reali, condominio, locazione, divisione ereditaria, diritto bancario e responsabilità civile. Se mi chiedete perché lo faccio? … difficile dirlo in poche parole ma sicuramente per passione in un istituto che offre a tutti la possibilità di risolvere i problemi prima che questi arrivino al cospetto di un Giudice. Quando si parla di mediazione, mi piac...
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