La mediazione e la negoziazione assistita

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Avv. Monica  Allulli

Perchè la mediazione è vincente rispetto alla negoziazione assistita? Quale il valore aggiunto che distingue la prima dalla seconda? Cosa potrebbe spingere un avvocato a scegliere la mediazione?

A cura del Mediatore Avv. Monica Allulli da Roma.
Letto 883 dal 24/10/2016

Essendo un approfondimento rivolto soprattutto a Colleghi avvocati non starò qui ad elencare tutte le caratteristiche dell'uno e dell'altro istituto.
La negoziazione è qualcosa di molto vicina ad ogni avvocato che si rispetti, perchè il tentativo di conciliazione fa parte della buona prassi di tutti gli avvocati..
La negoziazione assistita a parte la proceduralizzazione della negoziazione, a mio parere, non ha aggiunto nulla di particolarmente innovativo al lavorare scrupoloso di ogni avvocato.
La mediazione invece è qualcosa di diverso in qyanto offre agli avvocati e alle parti  uno strumento veramente straordinario attraverso il quale la professionalità degli avvocati può essere espressa al massimo,  senza riserve.
Cosa  offre la mediazione di particolare?
Non solo la imparzialità del mediatore ( tutto sommato anche il giudice dovrebbe esserlo)  ma soprattutto  l'obbligo di riservatezza.
Questo obbligo di riservatezza consente all'avvocato di muoversi liberamente, senza preoccuparsi di utilizzare o meno una carta a suo favore, andando veramente a fondo delle questioni.
L'avvocato che entra in mediazione sa che qualsiasi cosa dirà al mediatore, qualsiasi documento farà vedere , saranno tenuti assolutamente riservati e dunque non verranno comunicati , se appunto riservati, alla controparte.
L'avvocato avrà dunque la possibilità di scandagliare veramente a fondo tutto il substrato della questione portata dal cliente andando a perseguire i reali interessi dello stesso, con dei risultati assolutamente soddisfacenti e che spesso vanno anche al di là delle aspettative.
L'avvocato potrà condividere con il mediatore , che ha contezza delle reali posizioni delle due parti, un'analisi approfondita della questione potendo inserire elementi che in un giudizio sarebbero assolutamente improponibili.
Mi si potrebbe obiettare che anche nella procedura di negoziazione assistita è previsto l'obbligo di riservatezza, tuttavia è facile intuire come, senza mettere in dubbio  neanche per un secondo la lealtà e correttezza degli avvocati, resti difficile affidarsi totalmente  alla controparte condividendo con essa le strategie, i documenti di prova, e quant'altro..
La riserva mentale che in caso di fallimento della negoziazione ci possa essere una qualche strumentalizazione anche involontaria  di ciò che è stato condiviso è difficile da superare.
In mediazione tutto questo non può sicuramente succedere perchè il mediatore non solo in mediazione non svelerà  quanto le parti gli hanno svelato in via riservata, ma una volta conclusasi la mediazione non potrà essere chiamato neanche in giudizio per testimoniare quanto da lui appreso.
Tutto questo conferisce alla mediazione un valore aggiunto che a sua volta conferisce un valore aggiunto al lavoro degli avvocati nel perseguimento dei reali interessi della parte rappresentata..





 

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Chi è l'autore
Avv. Monica  Allulli Mediatore Avv. Monica Allulli
Quando ho esercitato l'attività di avvocato a Genova mi sono "meritata" la definizione di "avvocato di pace" nel senso che pur essendo iscritta all'albo dal 1996 seguo i miei clienti indirizzandoli a perseguire la via stragiudiziale. Questo mi ha portato a specializzarmi nel settore della mediazione civile e familiare perchè credo fermamente nella capacità delle persone, adeguatamente sostenute, di risolvere i conflitti, raggiungendo al meglio la propria soddisfazione .
Qualcuno prima di me h...
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