Il Coordinamento della Conciliazione Forense impugna le norme sulla incompatibilità del mediatore.

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L’associazione Coordinamento della Conciliazione Forense impugna il D.M. 139/2014.

La decisione è stata presa nel corso della assemblea tenutasi lo scorso 23 e 24 ottobre, in cui si è deciso di promuovere l’impugnativa del decreto ministeriale limitatamente alla norma che ha introdotto l’art. 14 bis nel D.M. 180/2010, recante i nuovi casi di incompatibilità e conflitti di interesse del mediatore.

Molti i punti oggetto di contestazione, tra i quali, ricordiamo, il caso in cui l’organismo di mediazione viene scelto dalla controparte e questa si rivolge ad un certo organismo di mediazione al solo fine di impedire alla parte di avvalersi di un determinato professionista, per così, dire temuto.

Dubbi sussistono anche nell’ipotesi in cui il mediatore sia iscritto in tutti gli organismi del circondario, per le evidenti incompatibilità ad essere difensore della sua parte.

Altra nota dolente riguarda l’art.63 del nuovo codice deontologico che determina una discrepanza di trattamento tra gli avvocati mediatori, per i quali vi è espressa sanzione per la violazione dell’art.14 bis, e i colleghi associati del mediatore, per i quali non vi è alcuna sanzione.

Degna di nota positiva è invece la proposta formulata alla luce della recente introduzione della negoziazione assistita.

Il coordinamento degli organismi, propone, che ove questa non riesca, si possa far intervenire un mediatore professionista in grado di dar seguito effettivamente ad una mediazione.

Riguardo gli incentivi economici, invece, è stata proposta la possibilità di riduzione fino al 50% delle spese, oltre alle agevolazioni già previste, per le domande di mediazione presentate congiuntamente dalle parti.