In arrivo i nuovi compensi per la professione forense: ora per gli avvocati potrebbe essere più conveniente scegliere la mediazione civile anziché il processo.

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Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha trasmesso al Consiglio di Stato e al Consiglio Nazionale Forense il nuovo regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, che ora dovrà passare anche al vaglio delle commissioni competenti di Camera e Senato.

Nei nuovi parametri vi è un importante novità per la conciliazione stragiudiziale poiché viene introdotto una disposizione normativa che prevede l’aumento sino al 40% dei compensi dei legali allorquando l’affare si conclude con una conciliazione.

In sostanza, l’orientamento seguito dal Ministero predilige e incentiva la soluzione non conflittuale della vicenda, rispetto a quella giudiziale che viene considerata come ultima ratio.

I nuovi parametri forensi, dunque, premiano la mediazione e penalizzano il legale che persegue strategie dilatorie volte al solo allungamento dei tempi.

Una particolare attenzione andrà posta anche per le prestazioni che sono effettuate senza particolare impiego di risorse, celermente e in assenza di questioni rilevanti: in questi casi è prevista una riduzione sino al 50% del compenso.

La preferenza e la predilezione verso l’orientamento conciliativo è prevista anche per quanto concerne la conciliazione raggiunta durante il giudizio, ove è previsto un aumento fino al 25% del compenso rispetto a quello ordinariamente liquidabile.

Un netto cambio di tendenza normativa che spingerà l’avvocato a vagliare con più attenzione anche la mediazione civile rispetto al giudizio ordinario, attesa la nuova tariffazione dei compensi forensi.