In arrivo le nuove statistiche ministeriali sulla mediazione civile relative al secondo semestre 2014.

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Mediazione civile in leggera flessione nel secondo trimestre 2014 ma sempre più utile per il cittadino che richiede giustizia.
Questo è il dato che traspare dalle statistiche elaborate dal Ministero della Giustizia che evidenziano con altrettanta chiarezza una tenuta positiva dell’impianto legislativo reintrodotto con il decreto del fare.
Un lieve calo che riguarda sia il numero delle iscrizioni (46.910 nel primo trimestre 2014 a fronte di 41.857 nel secondo trimestre) che il numero delle mediazioni concluse positivamente con accordo raggiunto tra le parti (27% primo trimestre a fronte del 23,5% nel secondo trimestre).
L’efficacia dei vari percorsi di mediazione.
L’accesso alla mediazione secondo i dati forniti nel primo semestre 2014, avviene ancora una volta ed in misura prevalente attraverso la mediazione obbligatoria (92,7% dei casi) ed in minima parte con la mediazione volontaria (5,1%) e quella demandata (1,7%).
Scendendo nel dettaglio ed analizzando il tasso di definizione per modalità di mediazione, i dati evidenziano che l’accordo si raggiunge al primo incontro in misura maggiore nella mediazione obbligatoria (85,3%) e di molto inferiore nella volontaria (11%) e demandata (3,7%).
In tutti i casi, tuttavia, si può notare un incremento della probabilità di raggiungimento dell’accordo allorquando le parti proseguono oltre il primo incontro informativo, ciò a conferma che ad una maggiore ed effettiva partecipazione consegue un maggior probabilità di successo.
Le materie più litigiose e meno decisive.
Tra le materie maggiormente affrontate in mediazione si confermano al vertice le controversie bancarie (25%) e i diritti reali (13,51%), con notevole flessione dei contratti assicurativi (6,23%).
Quest’ultimi, fanno segnare une notevole inversione di tendenza rispetto ai precedenti trimestri e la responsabilità della flessione, secondo i dati forniti dal Ministero della Giustizia, sarebbe da attribuirsi alla recente costituzione di un nuovo organismo, definito “outlier”, che opera esclusivamente sulle controversie assicurative (lo stesso, con 104 sedi in tutta Italia, ha proceduto a iscrivere 47.198 mediazioni nel secondo trimestre nelle quali si è raggiunto un accordo in soli 23 casi!).
Nonostante il numero elevato di mediazione bancarie, è proprio in tale materia che si registra il numero più basso di accordi raggiunti (9,1%) rispetto alle restanti materie (nel comodato, ad esempio, nel 33% dei casi si raggiunge un accordo).
La partecipazione delle parti.
Si mantiene sostanzialmente costante nell’intero arco del primo semestre 2014, la percentuale delle volte in cui l’aderente compare al primo incontro (39,1% delle mediazioni) e l’accordo viene successivamente raggiunto (26,2%), percentuale di successo con accordo che sale nel caso in cui le parti proseguano oltre il primo incontro (35,9%)
Sotto la spinta propulsiva della giurisprudenza di merito, secondo cui è necessaria l’effettiva partecipazione delle parti per superare giuridicamente la mediazione, si conferma anche il trend positivo della partecipazione personale delle parti (41,4% dei casi, ovvero + 0.9 rispetto al precedente trimestre).
Gli organismi più efficienti.
Dall’analisi semestrale dei dati (gennaio-giugno 2014) emerge anche il profilo degli organismi di categoria più “efficienti”, intendendosi tali quelli in cui vi è il maggior tasso di definizione di accordi.
Ebbene, in tal senso le camere di commercio e gli organismi privati si confermano tra gli enti in cui vi è il maggior tasso di definizione di accordi (40% circa) mentre questi ultimi sono quelli in cui si definiscono più liti (42.144), seguiti dagli ordini forensi che hanno definito circa 17.772 liti, con un tasso di definizione del 28% dei casi.
Accordi raggiunti per classe di valore della controversia.
Il valore della controversia incide notevolmente sull’aspettativa conciliativa.
Secondo i dati ministeriali, analizzando la definizione delle controversie per classe di valore, si evince che l’accordo è raggiunto con maggiore facilità nel range tra 1.000 e 5.000 euro, con un costante decremento per le classi di valore superiore che viene interrotto solo per lo scaglione delle liti superiore a 5 milioni di euro, per le quali, evidentemente, si reputa più conveniente raggiungere un accordo al di fuori del tribunale.
Mediazione vs Tribunale.
Il raffronto tra le due vie alternative pende ancora una volta in favore della mediazione civile.
I dati, incontrovertibili, del Ministero, evidenziano che per ottenere una risposta al bisogno di giustizia, il cittadino impiega in media 58 giorni in mediazione e 1.132 giorni in Tribunale, senza contare il tempo necessario per affrontare i successivi gradi, appello e cassazione.
Un divario che parla sé.