Inaugurazione dell’anno giudiziario 2021.

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Durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario il Primo Presidente della Cassazione sottolinea la necessità di valorizzare e rafforzare l’istituto della mediazione.

Letto 690 dal 09/02/2021



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Il 29.01.2021 è stato inaugurato l’anno giudiziario.
In tale occasione il Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione Dott. Pietro Curzio ha pre­sentato la “Relazione sull’amministrazione della giustizia”, analizzando il difficilissimo anno giudiziario appena trascorso e rilevando quanto segue:
  • relativamente ai procedimenti civili, si registra un leggero incremento dei procedimenti civili (derivante da una diminuzione nella giurisdizione di merito e crescita delle pendenze davanti alla Corte di Cassazione), una flessione delle nuove iscrizioni a ruolo derivanti dall’arresto pressoché totale dell’attività giudiziaria nei primi mesi del 2020, una riduzione dei procedimenti definiti ed un conseguente arretramento del tasso di efficienza degli uffici giudiziari e una durata media dei processi sostanzialmente stabile;
  • relativamente ai procedimenti penali è, invece, emerso una stabilità del numero dei procedimenti penali, una buona efficienza della Procura ordinaria, una diminuzione dei procedimenti iscritti.
Analizzando poi le ricadute negative della pandemia sull’attività giudiziaria e le risposte del sistema Giustizia, il Primo Presidente della Suprema Corte ha sottolineato l’importanza delle misure di risoluzione alternativa alle controversie tra le quali vi è anche la mediazione.
Infine, relativamente alle riforme nel settore civile, il Primo Presidente della Suprema Corte ha evidenziato l’indispensabilità di un intervento legislativo che incentivi risposte differenziate rispetto a quelle, per cui “in ambito civile deve essere valorizzata, nelle sue molteplici potenzialità, la mediazione, oggetto di un gruppo di lavoro ministeriale da cui provengono importanti indicazioni di contenuto e di metodo. Il DL 21 giugno 2013 n. 69, convertito nella legge 9 agosto 2013 n. 98 ha profondamente mutato l’istituto mediatorio, affiancando alla mediazione su mero invito del giudice (la cd. mediazione demandata) la possibilità (anche in appello) di disporre l’esperimento del procedimento di mediazione (la cd. mediazione ex officio o delegata) e ha introdotto il concetto di “processo senza sentenza” che può contribuire alla definizione delle controversie in modo complementare rispetto all’esercizio tradizionale dello ius dicere. …”.
Ed ancora, il Primo Presidente ha auspicato il rafforzamento dell’istituto della mediazione, precisando la necessità di “… Promuove la diffusione della cultura della mediazione come collante sociale, non solo per la riattivazione di una comunicazione interrotta tra le parti del conflitto, ma anche per la generale condivisione dei valori dell’autonomia, della consapevolezza e della responsabilità. Avvicina il cittadino alla giustizia, perché lo rende finalmente partecipe delle modalità di risoluzione del conflitto e fiducioso dell’adeguatezza di tale servizio rispetto alle sue esigenze. Promuove il progresso delle professioni dedicate al conflitto nella odierna complessità delle relazioni interpersonali, con la valorizzazione delle competenze dell’avvocato, parte necessaria delle procedure di mediazione. Sollecita, inoltre, il cambiamento della cultura di tutti gli operatori della giustizia con l’acquisizione di competenze più specifiche in ordine alla condizioni di medi abilità del contenzioso. Assicura, infine, la deflazione del contenzioso giudiziale con conseguente ottemperanza al principio di ragionevole durata del processo, risposta celere alle parti in lite, riduzione dei costi della giustizia, più elevata efficienza del servizio e maggior fiducia da parte dell’utenza …”.
Il testo integrale della interessantissima relazione è reperibile con il link che segue:
https://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/Corte_Suprema_Cassazione-Relazione_2021_Primo_Presidente.pdf
 









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