L’utilizzo congiunto della proposta ex art. 185 bis cpc e della mediazione demandata consente di ottenere un accordo nel 58% dei casi.

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Letto 1937 dal 22/07/2015



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Il dott. Moriconi giudice della XIII Sezione del Tribunale Civile di Roma, ha recentemente diffuso i dati statistici sugli strumenti di ADR adottati dal suo Ufficio nel periodo 1 gennaio – 30 giugno 2014, per un totale di 53 provvedimenti.

La rilevazione avvenuta a mezzo di statini mensili è il frutto di una attività sperimentale introdotta dal giudice stante l’assenza di previsioni normative e regolamentari che consentano di verificare l’evoluzione e l’efficienza dei provvedimenti di adr emessi dal giudice.

Dall’analisi dei dati emerge che sui 53 provvedimenti di adr adottati, 52 sono stati i conseguenti procedimenti definiti e tra questi, i migliori risultati sono stati ottenuti nei casi in cui il giudice ha utilizzato congiuntamente la proposta ex art.185 bis cpc e la mediazione demandata, con un tasso di successo (raggiungimento dell’accordo) pari al 58% delle liti (ovvero 30 accordi su 52 provvedimenti di adr).

In particolare, evidenzia il dott. Moriconi, laddove è stata disposta la mediazione demandata come strumento aggiuntivo alla proposta, per il caso nel quale le parti non abbiano raggiunto l’accordo entro il termine fissato dal giudice per l’accettazione della proposta, si è avuto un incremento del 20% degli accordi (passati dal 62,66% con la sola proposta al 52,66% con l’aggiunta della mediazione demandata).

Risultati decisamente positivi che vanno incentivati con l’utile apporto del lavoro dei giudici, i quali, tuttavia, a tutt’oggi sono valutati soltanto per il numero di sentenze emesse e non anche sul numero di provvedimenti di adr.

Con l’ovvia considerazione che il lavoro impiegato dal magistrato per immaginare e redigere una soluzione conciliativa della lite non è in alcun modo valorizzato ai fini della sua carriera.

La soluzione, secondo il giudice romano, dovrebbe partire dall’introduzione di una specifica norma attraverso cui assegnare al capo dell’ufficio giudiziario il compito di vigilare annualmente sull’applicazione del d.lgs. 28/2010 e dell’art.185 bis cpc, e di adottare ogni misura a sostegno dei provvedimenti di adr.

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