Negoziazione assistita: nessuna estensione delle esenzioni fiscali previste per la mediazione civile

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negoziazione-assistita-nessuna-estensione-delle-esenzioni-fiscali-previste-per-la-mediazione-civile-296-22.jpg In attesa della pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto legge sulla riforma della giustizia civile recentemente approvato dal consiglio dei ministri, non mancano le prime note critiche sulla nuova procedura di conciliazione (“negoziazione assistita”) delegata agli avvocati.
Dal testo diffuso, emergono le prime differenze sostanziali tra la neo procedura conciliativa e la mediazione civile: la prima sarà priva dei benefici fiscali previsti per la seconda, ovvero l'esenzione per l’imposta di bollo, l’imposta di registro e la previsione positiva del credito di imposta per chi partecipa al procedimento.
Questioni non secondarie, giacché in pratica la scelta tra le procedure o la valutazione della chiusura in tempi brevi di una controversia non può che passare anche attraverso gli incentivi economici.
Ricordiamo, infatti, che riguardo al credito di imposta la normativa sulla mediazione civile prevede in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta, commisurato all’indennità, pari a 500 euro (ridotto alla metà in caso di insuccesso) che dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi, oltre all’esenzione dell’imposta di bollo per tutti gli atti e i documenti della procedura conciliativa e l’esenzione dall’imposta di registro per i verbali di accordo sino ad un valore di 50 mila euro.
In comune, tra le due procedure, rimane la disciplina prevista per il gratuito patrocinio: in entrambi i casi, per coloro i quali dichiarano redditi inferiori ad 11 mila euro circa, l’anno, è prevista la gratuità delle attività di assistenza.
 
Mediazione Negoziazione assistita
Esenzione imposta di bollo atti e documenti No
Credito d’imposta Sì, sino a 500 euro No
Esenzione imposta di registro verbale di accordo  Sì, sino a 50 mila euro No
Gratuito patrocino