Presentato in Francia il nuovo Plan d’Action sulla Giustizia

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Nuove misure per dimezzare i tempi dei giudizi e potenziare la risoluzione amichevole delle controversie e la digitalizzazione

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Éric Dupond-Moretti, ministro della Giustizia francese, ha presentato le plan d’action sull’organizzazione della giustizia sulla base del principio che "La giustizia è al contempo grandi principi su cui si fondano la Repubblica e la democrazia, e un servizio pubblico, sia pure specifico, che deve rispondere ad esigenze di efficienza e di modernizzazione".
 
Diverse misure sono state annunciate il 5 gennaio 2023 dal Ministro della Giustizia dopo gli stati generali avviati alla fine del 2021, previa consultazione dell'intero mondo giudiziario: magistrati, avvocati, sindacati della giustizia, forze di sicurezza e cittadini.
 
Tra le misure annunciate per rispondere alle aspettative dei professionisti e del popolo francese
  • un budget annuale di 11 miliardi di euro da raggiungere entro il 2027;
  • 10.000 posti di lavoro in più, tra cui 1.500 magistrati e lo stesso numero di cancellieri entro il 2027;
  • una trasformazione digitale che porti a un sistema giudiziario "zero carta";
  • la riscrittura del Codice di procedura penale per semplificarlo e renderlo più leggibile;
  • lo sviluppo di una politica di composizione amichevole per un sistema giudiziario più rapido e vicino alle persone;
  • far conoscere ai cittadini la legge e la giustizia fin dalla scuola secondaria.
 
Oggi il 60% delle decisioni giudiziarie sono di natura civile. Per consentire ai litiganti di riprendere il controllo dei loro procedimenti, il piano d'azione prevede la promozione di una vera e propria politica di composizione amichevole e di giustizia partecipativa, più rapida e quindi più vicina ai cittadini.
 
L’ obiettivo enunciato dal Ministro è che, alla fine del periodo di cinque anni, i tempi dei procedimenti in materia civile siano mediamente dimezzati.
 
Oltre alla conciliazione e alla mediazione, nei prossimi mesi verranno sviluppati due nuovi metodi di risoluzione amichevole delle controversie: la “césure” e la procedura di “règlement amiable.
 
Nel primo caso, il giudice decide la questione sostanziale della controversia e poi chiede alle parti di concordare l'importo del risarcimento. Questa procedura, ampiamente utilizzata nei Paesi Bassi e in Germania, consente di evitare la fase preprocessuale, che spesso dura diversi mesi, e di ridurre i tempi.
 
Per quanto riguarda la procedura di composizione amichevole, ispirata alla prassi del Quebec, essa consente al giudice di aiutare le parti, con i loro avvocati, a raggiungere un accordo. Il caso viene così trattato più rapidamente.
 
http://www.justice.gouv.fr/etats-generaux-de-la-justice-13010/le-plan-daction-issu-des-etats-generaux-de-la-justice-34694.html
 
https://www.ildubbio.news/giustizia/accordi-extragiudiziali-e-digitale-la-riforma-sul-civile-parla-anche-francese-ylxiali1
 









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