La mediazione civile chiude il 2014 con numeri da record.

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I dati appena pubblicati dal Ministero della Giustizia, certificano il 2014 come l’anno dell’effettiva svolta per la mediazione civile: aumentano i procedimenti iscritti, gli accordi conclusi, le mediazioni demandate e diminuisce il contenzioso.

Un segnale di svolta che si attendeva da tempo, soprattutto culturale, che fa ben sperare gli operatori della giustizia.

57 mila sono i procedimenti iscritti nell’ultimo trimestre 2014, ben 20 mila in più rispetto al precedente trimestre e numeri in ascesa dall’introduzione del nuovo istituto ad oggi.

Cifre che incidono, positivamente, anche sul contenzioso: nell’ambito delle materie soggette al d.lgs. 28/2010, a fronte di un incremento dei procedimenti di mediazione si assiste ad un contestuale calo dei procedimenti iscritti nei tribunali: nel 2014, difatti, sono avvenute ben 130 mila mediazioni in più e, nello stesso arco di tempo, vi sono state circa 30 mila cause che non sono giunte nei tribunali.

Una opportunità di cui sembra essersene accorta anche buona parte della magistratura se, a fronte di un misero 2% di liti demandate nel 2013, nel 2014 si è raggiunto quasi il 6% con punte che nell’ultimo trimestre hanno superato il 7%.

Segnali incoraggianti anche in tema di principio di effettività della mediazione: nel 50 % circa dei casi in cui le parti vanno oltre il primo incontro di mediazione, viene raggiunto un accordo.

Numeri, tuttavia, che scontano il retaggio culturale di quella parte degli operatori del diritto non al passo con i tempi del legislatore della mediazione: nel 2014, il 56% dei convenuti in mediazione non si è presentato al primo incontro, inficiando irrimediabilmente la possibilità di giungere ad un accordo e finendo per intasare i tribunali (senza contare i casi di “mediazione fittizia”, in cui le parti partecipano solo formalmente raggirando la normativa).

Infine, riguardo la percentuale del tasso di definizione delle liti, tra i più efficienti si confermano gli organismi privati, con oltre il 27% di liti definite, rispetto agli organismi degli ordini degli avvocati, fanalino di coda in questa classifica con solo il 21 % di accordi definiti.