L’Istat ha pubblicato per la prima volta un report dedicato all’analisi del movimento dei procedimenti giudiziari sia in ambito civile sia penale, facendo riferimento agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Uno degli obiettivi Pnrr è la riduzione del tempo impiegato per definire un procedimento avente come oggetto le materie civili del contenzioso. Nel 2025 sono necessari mediamente 1.789 giorni per concludere un procedimento per tutti i gradi di giudizio (2.512 nel 2019). I tempi sono stati ridotti soprattutto in Cassazione.
Con 1.789 giorni al 31 dicembre 2025 (-28,8% rispetto al 2019) l’obiettivo del calo del 40% del DT (Disposition Time) non è stato ancora raggiunto, ma è apprezzabile una significativa riduzione, soprattutto in Cassazione (-33,8%, da 1.302 a 863 giorni). La riduzione minore caratterizza i Tribunali (-21,8%, 435 giorni nel 2025); per le Corti di appello la riduzione del DT è pari a -24,8% (492 giorni nel 2025).
Un altro indicatore di performance del sistema giudiziario è l’indice di ricambio (Clearance Rate, CR) che si ottiene rapportando il numero di procedimenti definiti (conclusi) su quelli iscritti (iniziati). Indica se si stanno smaltendo più o meno casi rispetto a quanti ne vengono proposti. Valori superiori a 1 indicano che sono stati definiti più procedimenti di quanti ne siano stati iscritti, con una conseguente riduzione dell’arretrato (le pendenze); al contrario, un aumento delle pendenze si verifica quando il numero dei definiti è minore del numero dei procedimenti iscritti, con valori dell’indicatore al di sotto dell’unità.
Analizzando i dati del movimento del contenzioso civile nel periodo 2019-2025 emergono tendenze significative sulla capacità di smaltimento del sistema nei tre gradi di giudizio, in quanto il Clearance Rate, rapporto tra definizioni e iscrizioni, mostra un sistema “in attivo”, con un rapporto tra il numero di procedimenti definiti e quelli iscritti in ambito civile contenzioso pari a 1,09. Più elevata in Cassazione (1,30) e in Corte di appello (1,17), meno in Tribunale (1,07). Tutti procedimenti pendenti tra il 2019 e il 2025, sono diminuiti in maniera consistente per tutti i gradi di giudizio.
Il rapporto dà atto anche della Riforma del Sistema Giustizia (Riforma Cartabia) che si pone l’obiettivo della riduzione del contenzioso attraverso il potenziamento dei riti alternativi e la semplificazione delle fasi processuali, la deflazione del carico giudiziario attraverso la de-giurisdizionalizzazione e l'incentivazione delle soluzioni stragiudiziali.
In ambito civile opera sul percorso processuale mirando alla riduzione del carico giudiziario attraverso:
- la deflazione del contenzioso: svuotare le aule giudiziarie dai processi superflui;
- la de-giurisdizionalizzazione: il conflitto viene spostato dal Tribunale ad altri ambiti (es. mediazione, negoziazione assistita, arbitrato con vantaggi fiscali);
- estensione delle soluzioni stragiudiziali: ADR (Alternative Dispute Resolution): estensione della
mediazione obbligatoria e inasprimento delle sanzioni per la mancata partecipazione ingiustificata.
https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/06/Stat_report_Efficienza-della-giustizia.pdf
https://www.ilsole24ore.com/art/giustizia-e-pnrr-processi-piu-rapidi-tempi-giu-288percento-AIDayPoD


