Professionisti a scuola di Mediazione. Così ti risolvo il conflitto - Convegno a Verona 7 Maggio 2014

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Si è svolto a Verona nei giorni scorsi un importante convegno sulla mediazione civile, incontro promosso da 101Mediatori.it che ha visto l’intervento di Ana Uzqueda, avvocato, mediatrice professionista dal 1994, responsabile scientifico e direttrice del Centro Studi dell’Associazione Equilibrio & Risoluzione dei Conflitti.

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Risolvere il conflitto guardandolo da una prospettiva diversa, che ne cambia il linguaggio e cerca la stretta di mano sulla soluzione più adatta per ogni singola controversia.

La Mediazione civile e commerciale si rivela così un’opportunità concreta per cittadini, professionisti, aziende e organizzazioni, soprattutto in tempi di crisi.

Se ne è parlato ieri pomeriggio, 7 maggio, nella sede della Banca Popolare di Verona nell’ambito dell’incontro “Quali spazi ed opportunità nella mediazione” promosso da 101Mediatori.it, sede veronese dell’organismo di mediazione Gruppo101 srl, cui hanno aderito gli Ordini degli Architetti, Ingegneri, Avvocati e Commercialisti; il Collegio Geometri della provincia di Verona e l’Associazione Avvocati Mediatori Forensi.

«Con la reintroduzione dell’obbligatorietà della mediazione con il “decreto del fare” per i casi specifici previsti - ha sottolineato Fabio Felicini, responsabile della sede veronese di 101Mediatori.it -, la normativa vigente conferisce nuova linfa alla Mediazione come strumento utile e conveniente per il cittadino. Abbiamo voluto promuovere questo incontro, pensato per i professionisti, perché la mediazione è un istituto giuridico molto sviluppato all’estero, per i vantaggi riconosciuti sia al sistema giustizia sia ai suoi utenti, ma che in Italia incontra ancora resistenze al suo pieno utilizzo perché poco conosciuto».

Ad ascoltare Ana Uzqueda, avvocato, mediatrice professionista dal 1994, responsabile scientifico e direttrice del Centro Studi dell’Associazione Equilibrio & Risoluzione dei Conflitti, di cui è socia fondatrice, una platea numerosa e trasversale di professionisti: «La mediazione – ha spiegato Ana Uzqueda - permette di trovare soluzioni “su misura”, adeguate alle specifiche esigenze delle parti, in tempi brevi, con costi certi, con la possibilità di raggiungere accordi dotati di efficacia esecutiva immediata e di accedere ai vantaggi fiscali previsti dalla normativa».

Agendo in piena segretezza e imparzialità, guardando alle esigenze più che alle pretese delle parti, nello sforzo di cercare una soluzione e non una sentenza, senza lasciare sul campo né vincitori né vinti, ma dando ai soggetti coinvolti la possibilità reale di continuare un dialogo, anche professionale.

«In un periodo di crisi in cui la conflittualità tende ad aumentare soprattutto in relazione agli inadempimenti contrattuali, alle problematiche con le banche e alle difficoltà di recupero del credito - ha proseguito Ana Uzqueda - la mediazione rappresenta un’opportunità soprattutto per il tessuto produttivo. Ogni situazione di contrasto o di potenziale lite con clienti o fornitori genera dei costi che, oltre a mettere a dura prova la relazione commerciale, provoca ingenti perdite di tempo che incidono negativamente sull’efficienza aziendale». Sul fronte dei professionisti e delle imprese, desta molto interesse il fenomeno della diffusione delle clausole di mediazione e arbitrato nei contratti, che offre alle parti la possibilità di trovare una soluzione stragiudiziale della lite e al contempo di mantenere un dialogo ragionato.

E sul significato sociale, relazionale e “di prossimità” dello strumento-mediazione si è soffermato, nel suo intervento di saluto, anche il Presidente del Tribunale di Verona, Gianfranco Gilardi, sottolineando il ruolo della mediazione come strumento di tutela diffusa dei diritti sostanziali, al servizio della pace sociale. Inserendola in quell’ampio movimento di pensiero, maturato anche in ambito europeo, che fa riferimento alle procedure alternative di risoluzione dei conflitti (ADR) come possibilità per le parti di riavvicinarsi per risolvere le liti e mantenere o riprendere le relazioni preesistenti, il presidente Gilardi ha precisato come: «Anche la mediazione, coinvolgendo a vario titolo strutture pubbliche, enti territoriali, camere di commercio, associazioni forensi ed altre categorie professionali, può davvero concorrere a rafforzare il tessuto democratico dell’ordinamento e la rete di protezione dei diritti; può giovare a far emergere la domanda “sommersa” ed a sviluppare professionalità e competenze malamente o inadeguatamente valorizzate; può servire a far crescere quell’attenzione che oggi non c’è intorno alla giustizia, sviluppando intorno ad essa ed ai suoi problemi quel tessuto solidale che si è fatto di tutto, invece, per lacerare. Tutto ciò nella consapevolezza – ha concluso Gilardi - che, se a rafforzare il processo può giovare anche una mediazione che funziona, senza un processo forte e funzionante ne risulta indebolita a priori la stessa prospettiva della mediazione e della conciliazione».

   

   

Mediatori estratto puntata Il lavoro a 360° del 9 maggio 2014 from tagliani,grigoletti comunication on Vimeo.